Ritisettennali


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Il racconto

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(1) Come poter iniziare a raccontare una delle manifestazioni religiose più particolari, originali e discusse al mondo? Semplicemente iniziamo dicendo che ogni sette anni, partendo dal lunedì successivo alla data del 15 agosto, fino ad arrivare alla domenica seguente, a Guardia Sanframondi in provincia di Benevento, in Italia, si svolge una complessa manifestazione religiosa: la Festa della Madonna dell'Assunta o, com' è denominata da un po' d'anni a questa parte, i 'Riti settennali di penitenza in onore dell'Assunta'. Il lunedì successivo il 15 agosto d'ogni sette anni i quattro rioni di Guardia Croce, Portella, Fontanella e Piazza, con una rigorosa sequenza organizzano due processioni ciascuno, la prima detta di 'penitenza', la seconda denominata di 'comunione'. La domenica tutti i rioni partecipano e danno vita alla lunga processione generale. I riti mettono in scena con i'misteri', un'umana confessione, comunione e purificazione collettiva che diventano, ogni sette anni, la possibilità di stabilire un contatto...
Le pagine del sito tentano di spiegare e descrivere, seguendo la chiave di lettura proposta dall'autore, i complessi elementi di questa particolarissima manifestazione religiosa.


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Guardia Sanframondi è un borgo medievale, che domina tutta la vallata del basso Calore sulla SS. 87 del Sannio a 428 mt. su livello del mare. Sull'origine del centro abitato non si ha una certa ed univoca descrizione storica infatti, alcuni studiosi hanno ritenuto che il primo nucleo di origine sannita o, comunque, preromana, altri di origine longobarda, altri ancora di origine normanna. Lo stesso toponimo “Guardia Sanframondi” ha avuto diverse interpretazioni a seconda della supposta origine dall'una o dall'altra popolazione insediatasi nel luogo. Il nome “Guardia” potrebbe comunque richiamarsi al “luogo di difesa e di controllo dei Sanframondo, non solo dei loro territori ma di tutta la valle del basso Calore e di quella Alifana”. Ancor oggi, dalla sommità del paese, si può spaziare con lo sguardo fino alle colline che circondano Caserta, alle cime del Matese, al massiccio del Taburno e fino alle colline del Sannio interno a nord-est di Benevento. Dopo il dominio dei Sanframondo (1134 – 1461) la terra di Guardia fu feudo dei Carafa (1469 – 1806). Nel XVII secolo fu, per qualche tempo, sede dei vescovi telesini. Fu distrutta dai terremoti del 1456 e del 1688 e fu riedificata sempre nello stesso luogo. In passato tra le attività della popolazione locale è stata fiorente la concia delle pelli – per cui fu denominata volgarmente “Guardia delle sole” – industria che diede notevole impulso ad un arricchimento artistico-culturale mai più ripetutosi nella storia del paese. Nel 1861 la terra di Guardia fu annessa alla nuova provincia di Benevento mentre prima era appartenuta a quella di Terra di Lavoro.

Oggi, Guardia Sanframondi, con i suoi circa 5700 abitanti, è conosciuta soprattutto per la produzione di vino ed olio, con insediamenti produttivi legati al settore della vinificazione con aziende piccole e medie che imbottigliano vini “DOC” prodotti con le pregiate uve della zona.

(3) ll caratteristico ‘centro antico' di Guardia risale al 1450. E' delimitato da quattro porte di accesso ubicate ai quattro punti cardinali: Porta Francesca a nord, Porta Di Santo a sud, Porta Ratello ad est e Porta dell'Olmo ad ovest. Le case e le viuzze, in acciottolato con scalini in pietra locale bianca, sempre strette e tortuose, si avvitano intorno al castello normanno collegando le varie quote di livello.

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Il castello di Guardia fu fatto edificare presumibilmente dal normanno Raone, capostipite dei Sanframondo, nel 1139. Il restauro, effettuato tra il 1980 ed il 1985 ha posto in massima evidenza la sua vocazione di 'vedetta' sulla sottostante valle e di 'rifugio' inaccessibile per naturale difesa. La maestosità e l'imponenza di questo manufatto, valorizzate con il restauro e consolidamento, restano intatte tutt'oggi, maestosità ed imponenza dovute anche al fascino che deriva dalla mole enorme di pietre più o meno squadrate che si dispongono a grosso parallelepipedo su un altrettanto enorme macigno naturale di roccia calcarea alto oltre venti metri. Nel complesso del castello restaurato hanno trovato sede: Un ‘teatro all'aperto', con palco in parete naturale, capace di circa 600 posti a sedere; vi si accede dal ‘giardino pensile' attraversando un arco a tutto sesto che si apre ai piedi dell'unica torre rotonda superstite;La ‘sala mostre', una strutture posizionate su tracce della muratura esistente, da cui si accede, per una originale scaletta incassata nella roccia, alla ‘torre quadrata' di vetta e poi ancora fino alla ‘fontana del castello' in Via Portella. La ‘sala panoramica' attrezzata per convegni con capienza di 150 posti a sedere; La ‘ collezione di farfalle', dono degli eredi dell'Avvocato Pascasio Parente, appassionato entomologo guardiese, collezione che in 56 bacheche raccoglie ed espone oltre 1.000 esemplari tra i più belli ed interessanti e provenienti da ogni parte del mondo... donazione che, a tutt'oggi, non sembra trovare allocazione alcuna... ma parliamo ora delle chiese...

(5) Le chiese dei rioni, mi piace porre l'accento su questo particolare aspetto dei Riti: i luoghi urbanistici di riferimento intorno ai quali partono, si organizzano e prendono forma i 'misteri'. Da questi spazi partono i rioni per partecipare alle processioni di penitenza e di comunione nonché alla processione generale. Ogni rione ha una sua chiesa : Croce la chiesa di San Rocco, Portella la chiesa di San Sebastiano, Fontanella la chiesetta di San Leonardo, Piazza la chiesa dell'Annunziata. Il Santuario può essere considerato la chiesa di tutti i rioni, fulcro dell'intera manifestazione oltre ad essere, ovviamente, la chiesa dove è riposta la statua della Madonna dell'Assunta.
In origine, le chiese erano i luoghi di riunione dei rioni, ma con il tempo si sono rivelate insufficienti a contenere la complessa macchina organizzativa dei partecipanti ai misteri e quindi ai Riti, assistiamo allora ad una dilatazione degli spazi … ogni rione si 'impossessa ' di luoghi urbanistici più vicini alla loro chiesa .. ecco quindi che lo spazio si amplia …
il rione Croce utilizza la piazzetta antistante la chiesa di San Rocco l'attuale Largo Croce;
il rione Portella si riunisce alla spalle della chiesa di San Sebastiano l'odierna Piazza Condotto;
il rione Fontanella si allontana dalla chiesetta di San Leonardo e dall'omonima strada organizzandosi in Piazza Canalicchio;
il rione Piazza impegna quasi tutta via Filippo Maria Guidi la strada, nel cuore del centro storico, che porta alla Chiesa dell'Annunziata
A questo punto possiamo dire che tutto il centro antico di Guardia Sanframondi diventa luogo e spazio dei Riti.

(6) La chiesa del Rione Croce.
Dedicata a San Rocco, il santo liberatore dalla peste e da altre epidemie, fu fatta costruire nel 1575 per volontà degli abitanti del Rione Croce. La chiesa si presenta con una innovativa struttura slanciata a base ottagonale con la volta a cupola decorata con stucchi. Internamente sono allocati tre altari, ed altrettanti tele dell’artista Paolo De Matteis.

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La chiesa del Rione Portella
San Sebastiano è una chiesa a navata unica costituisce un autentico gioiello dell'arte barocca. Fu edificata sulle preesistenze di una chiesetta dedicata a Santa Maria della Pietà, con i contributi esclusivi della corporazione dei 'coiari' (ceto abbiente dell'epoca) mostra evidente i segni della ricchezza dei committenti. Tele ed affreschi di Paolo De Matteis, stucchi di Domenico Antonio Vaccaro e, fino a qualche tempo addietro, una pregevolissima scultura argentea di Gaetano Starace su disegno delle stesso De Matteis raffigurante il Santo cui la chiesa è dedicata, costituiscono un patrimonio artistico di assoluto rilievo. I conciatori di pelle, detti appunto cuoiari, vollero la loro chiesa a ridosso dei luoghi dove svolgevano le loro attività, e la dedicarono al loro Santo protettore. Oggi gli affreschi della volta a botte del tempio, le tele dell'abside e degli altari laterali, gli stucchi che contornano gli stessi affreschi e che decorano la parte alta perimetrale della navata nonchè il pannello drappeggio che contorna la pala dell'altare centrale, danno immediata la sensazione, a chi entra in San Sebastiano, di trovarsi di fronte ad opere d'arte 'maggiore' dei seicento napoletano. I temi ispiratori delle pitture sono tutti riferiti ai culti da sempre presenti nella comunità locale: si ritrova infatti una pregevole 'Assunzione' affresco della volta centrale nonchè un 'San Filippo' in adorazione della Natività, un San Girolamo penitente, il cui richiamo ai 'penitenti' dei riti guardiesi è chiaramente immediato. La complessa struttura della torre campanaria tre piani sottostanti il bulbo maiolicato ed il portale in pietra con segni evidenti ed irreparabili di corrosione sono gli elementi esterni del tempio che segnano la sua importanza al visitatore sin dal primo impatto.

(8) La Chiesa del Rione Fontanella
La Chiesetta di San Leonardo è forse la meno conosciuta tra tutte le chiese dei Riti, e probabilmente anche di Guardia, come si può vedere, la chiesetta è ormai in evidente stato di abbandono ed inagibilità... un peccato, perchè con un doveroso, economico ed accorto restauro si potrebbe riportare alla luce ed all'utilizzo un manufatto - simbolo legato alla storia del Rione e dei Riti...Anticamente il Rione Fontanella si dava appuntamento per le processioni appunto nella Chiesetta di San Leonardo che è ubicata nel cuore del Rione. Successivamente a partire dal 1968 a causa della inagibilità della chiesetta e per l'esigenza di migliorare ed ampliare i propri Misteri, si è reso necessario spostare il luogo del raduno in Piazza Canalicchio. Il testo di P. Adolfo De Blasio 'Il nostro paese' del 1957 dedica poche ma preziose righe alla descrizione della Cappella di San Leonardo... 'Nella via omonima dell'antico abitato, si trova la cappella di S. Leonardo Abate che ha l'entrata dal muro laterale nord-est: lunga metri 5,35 larga 4,17 e alta 4,50 nel punto centrale della volta. Ha altare in muratura, pittato ad olio, sul quale è un quadro in tela di S. Leonardo, dipinto dal pittore Paolo De Claio nel 1773, probabile anno di ricostruzione del tempietto caduto nel 1688'... (riferendosi al terremoto del 1688)

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La chiesa del Rione Piazza
E’ la prima chiesa del paese, costruita all’interno della cinta muraria del centro antico, pensata nel 1511 come ampliamento di una piccola cappella esistente. Fu distrutta nel 1688 dal terribile terremoto, ricostruita, così come si presenta oggi con una navata unica a forma rettangolare ed il soffitto ligneo a riquadri dorati ed intagliati; la presenza di un ‘cappellone’ laterale ci ricorda il primitivo insediamento. Furti, incuria, e disordine ne fanno oggi uno spazio tristemente abbandonato...

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E' la Chiesa parrocchiale di Guardia Sanframondi
dedicata a San Filippo Neri patrono del paese. Il Santuario è un manufatto a tre navate e si presenta modesto nella facciata con gli interni relativamente 'poveri', anche se non mancano buone tele di autori vari, pregevole invece è, il soffitto ligneo dipinto. La Chiesa eretta a Santuario dell'Assunta nel 1956 ed a Basilica minore pontificia nel 1988, è dedicata a quella Madonna Assunta cui fanno riferimento i riti penitenziali. La statua lignea che raffigura la Vergine venerata nel tempio è una scultura databile agli inizi del millennio e rappresenta una 'madonna seduta con bambino' ma la ricca veste che la ricopre la trasforma in una 'madonna eretta con bambino' ...
continuiamo nella descrizione dell'organizzazione dei Riti...

(11) Sono cinque i ‘deputati' (così sono chiamati i componenti d’ogni rione) che formano il ’comitato rionale’ e, i quattro comitati insieme, formano il 'comitato dei Riti settennali'. Le riunioni preliminari, tra i rioni, iniziano circa un anno prima e servono per definire tutti i momenti che sono di competenza comune e che interessano la organizzazione generale della manifestazione. Il comitato rionale, invece, ha il compito di organizzare, pianificare e finanziare la manifestazione rionale. In particolare il comitato cura nei minimi dettagli l'organizzazione dei misteri, i costumi che lo compongono, le attrezzature e i figuranti che lo rappresentano; in generale, si occupa di tutto quanto attiene all’organizzazione materiale. Il Sindaco è coinvolto per quanto attiene la organizzazione pratica e logistica della manifestazione, quest'ultimo conserva il privilegio di aprire e chiudere la lastra della nicchia dell'Assunta insieme al più anziano tra i membri dei comitati rionali ed al Parroco.
In passato, c'è anche da dire, che il comitato rionale aveva un ruolo d’assoluto rilievo; infatti, tra i cinque deputati era riconosciuta la leaderschip al più rappresentativo tra i membri che aveva il compito di coordinare il comitato del proprio rione, gestire la contabilità e curare i rapporti organizzativi con gli altri rioni.
Con questa composizione bastava una semplice riunione di quattro persone per prendere decisioni e mettere in moto la complessa macchina organizzativa dei riti settennali. Sia il lavoro organizzativo che la raccolta dei fondi venivano ripartiti e distribuiti nell'intero arco dei sette anni.
Con questa stessa struttura, fino ad arrivare ai primi anni del 1950, il comitato rionale assolveva anche funzioni politico-organizzative di tipo generale, non legato esclusivamente alla realizzazione dei riti, ma era il primo nucleo riconosciuto ed organizzato per interpretare le richieste del cittadino e coinvolgerlo in scelte che riguardavano l'intera comunità guardiese (quello che oggi chiameremo comitato di quartiere). Tra 'deputati' e cittadini del rione vi era un rapporto fondato sul coinvolgimento, partecipazione e presenza per raccogliere richieste e suggerimenti (è questa, infatti, una delle chiavi di lettura per capire la riuscita dei meccanismi della complessa struttura organizzativa dei riti settennali)

(12)
I rioni Croce, Portella, Fontanella e Piazza partecipa con due processioni chiamate rispettivamente 'processione di Penitenza' e 'processione di Comunione', le quali hanno lo scopo di avvicinare i partecipanti, i fedeli e la comunità… tutta ai Sacramenti della Penitenza e della Confessione prima e della Eucaristia e della Comunione, poi. E' questo una sorta di progressivo, lento e convinto avvicinamento alla processione generale della domenica che vede protagonista la Madonna dell'Assunta. Le processioni sono formate da rappresentazioni statiche chiamate 'misteri'. Ogni rione rappresenta i suoi 'misteri' unica variante concessa: l'inserimenti di nuovi 'quadri viventi' che con le stesse modalità di rappresentazione possono cogliere particolari aspetti della religiosità popolare; ed ecco misteri raffiguranti scene del 'vecchio' e nuovo' Testamento, della vita dei Santi, della storia della Chiesa ma anche dalla storia contemporanea. Basti citare, a riguardo, il Mistero del sacrificio del carabiniere Salvo D' Acquisto o alla rappresentazione dell'assassinio di Monsignor Romero, arcivescovo di San Salvador. Lo svolgimento della processione viene sottolineata unicamente di canti del coro rionale che ciascuno dei quattro Rione appronta con proposte di composizioni di sola voce assolutamente originali ed inedite.

(13) I 'misteri' sono quadri viventi, rappresentazioni simboliche mutuate delle sacre scritture, vite dei santi, storia della chiesa, dogmi di fede … un susseguirsi quasi interminabile di personaggi che camminano conservando pose ed atteggiamenti che meglio caratterizzano il senso collettivo della scena interpretata. Sono ben oltre cento complessivamente le rappresentazioni statiche di tipo teatrale. I misteri sono interpretati da uomini e donne, adulti e bambini, che conservano nel percorso processionale staticità, fissità e mutismo nell'interpretazione e nelle pose. Queste ultime, spesso, sono faticose e complicate da rappresentare e gestire … ecco, quindi, Giovanna d'Arco legata ad un tronco sul rogo con gli occhi rivolti al cielo … o Costantino che all'apparizione della croce, camminare a ritroso con le braccia alzate …Ciascun mistero è preceduto da un'insegna comunemente portata dai più piccoli … un angelo, una verginella o un paggio che in modo composto ed assorto innalza l'insegna che reca la sintetica scritta del mistero rappresentato. Tra un mistero e l'altro, per sottolineare lo 'stacco' e preparare lo spettatore a quello successivo, trovano spazio e sistemazione uomini e donne appartenenti al Rione che procedono pregando e recitando litanie e che hanno anche il compito, non secondario, di guidare, sostenere e gestire gli interpreti del mistero. Ogni mistero è pensato, preparato ed organizzato con molta meticolosità curando i particolari: che vanno dal vestiario agli accessori, dalle pose agli interpreti. Questi ultimi sono scelti con molta accortezza … più che altro con criteri legati alla somiglianza ed all'aderenza al personaggio da interpretare. I Comitati rionali, che gestiscono questa fase, si servono dell'interpretazione della gente guardiese ma anche di persone provenienti dall'intera Valle telesina, d'ogni ceto e cultura. Nelle Processioni di 'penitenza' l'ultimo mistero del rione richiama fortemente il concetto di penitenza, infatti, il rione Croce rappresenta San Girolamo penitente, il rione Portella Santa Margherita da Cortona, il rione Fontanella il bestemmiatore lapidato, ed infine il rione Piazza la Maddalena penitente. Chiudono il corteo processionale di penitenza i disciplinanti. Per meglio descrivere la 'sequenza' organizzativa tra misteri abbiamo immaginato uno sviluppo planimetrico che meglio aiuta nella lettura organizzativa.

(14) I Disciplinanti partecipano alle processioni infrasettimanali chiudendo il corteo della processione di penitenza del Rione. Sono disposti per due in una lunga fila, vestiti con un saio bianco e cappuccio ad occhiaia. I disciplinanti sono così chiamati, perchè fanno uso di un antico strumento di tortura la ‘disciplina' che consiste in un gruppo di strisce metalliche, unite da una catenella con le quali si percuotono le spalle. Essi hanno anche il compito secondario ed occasionale di un vero e proprio ‘servizio d'ordine', facendosi largo tra gli spettatori, che nelle stradine anguste del centro storico possono eventualmente ostruire il passaggio del corteo rionale. Presumibilmente molti disciplinanti che sfilano durante le processioni infrasettimanali dei rioni sfileranno, poi, come battenti nella domenica successiva, giorno della Processione generale.

(15) La processione del clero e delle Associazioni cattoliche si svolge il sabato, dopo che si è concluso il lungo ciclo di processioni rionali. Il semplice e rigoroso corteo processionale del clero e della Associazioni cattoliche parte dalla chiesa dell'Annunziata (a pochi metri dal Santuario). Il clero locale e diocesano presieduto dal Vescovo sfila in segno di penitenza portando sul petto la fune incrociata e la corona di spine in testa in segno di penitenza. Il corteo è preceduto da una croce. Giunti al Santuario si procede alla apertura della lastra della nicchia che custodisce la statua dell'Assunta.

(16) Dopo che, la semplice ed austera processione di penitenza, formata dal Clero locale e dalle Associazioni cattoliche, raggiunge il Santuario, si svolge, poco dopo, la rituale procedura della 'apertura della lastra'. E', in pratica, come si intuisce, l'apertura materiale della porta in vetro che chiude la nicchia ove è riposta la statua della Madonna dell'Assunta. Tre diverse chiavi vengono introdotte in altrettante serrature rispettivamente dal più anziano del Comitato dei Riti settennali, dal Parroco e dal Sindaco. Mentre il suono tipico dei campanelli si intensifica ... viene aperta la lastra... Una commossa ovazione ed un prolungato, sentito e liberatorio applauso nel momento in cui il vetro della nicchia viene spalancato e... mostra la Statua dell'Assunta...Il significato della caduta del trasparente diaframma che separa i fedeli dalla statua segna una delle possibili chiavi di lettura dell'intera manifestazione. Questa gestibile vicinanza diretta, possiamo dire, senza interposta separazione, quasi viso a viso, direttamente … porta a parlarle, a pregarla, a chiedere e a chiedere perdono … Umana confessione, comunione e purificazione collettiva che diventano, ogni sette anni, la possibilità di stabilire un contatto. I termini 'apertura della lastra' e la conseguente ‘chiusura della lastra' indicano i momenti significativi nei quali la statua della Madonna dell'Assunta viene coinvolta nell'evento, divenendone protagonista indiscussa.

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La mattina della domenica, ogni Rione con i propri Misteri, l'uno dietro l'altro, in processione, convergono presso il cortile del Santuario, seguendo il percorso delle processioni infrasettimanali. Una volta ultimata la concentrazione dei quattro Rioni , si celebra la messa solenne ed al termine inizia la processione generale. Preceduto dai campanelli, il corteo processionale si forma nell'ordine dei quattro Rioni : Croce, Portella, Fontanella e Piazza. Dietro il Mistero di San Girolamo penitente si inseriscono i Battenti e, quando lo stendardo del Rione Croce si trova nella zona alta di Guardia, esce la Statua dell'Assunta. L'uscita è segnalata a tutto il corteo da un colpo di mortaretto. La statua viene portata a braccia dai sacerdoti fino all'uscita del santuario per poi essere consegnarla ai fedeli. Momento culminante e denso di significato per i partecipanti è l'incontro dei Battenti con l'Assunta. Fino a questo momento i due blocchi processionali non si sono mai incontrati, ma in prossimità di Piazza Castello, la Statua dell'Assunta, che sale dal centro storico, viene fatta stazionare nella Piazza solo per ricevere l'offerta penitenziale di ciascun Battente che, davanti alla Statua, si inginocchia pregando e, aumentando il ritmo dei colpi, sfila per poi riprendere il corteo processionale. I campanelli, dopo aver accompagnato il corteo penitenziale in testa, giunti al Santuario, tornano indietro per andare incontro alla Statua dell'Assunta e precederla fino all'arrivo in chiesa. Si chiude la Processione generale, ecco l'incipit di uno scritto del 1961 di Padre Adolfo De Blasio pubblicato sul Bollettino del Santuario dell'Assunta '... E' finito l'incantevole e commovente scenario di questa giornata trionfale della preghiera, dei sospiri e del pianto, sotto il pio sguardo di Maria, invocata ed accclamata, non per pervertimento psichico, ma per gli infiniti bisogni del cuore...'

(18)
I battenti sfilano esclusivamente nel giorno della Processione generale seguendo il Mistero di San Girolamo penitente rappresentato dal Rione Croce. Nella Basilica Santuario dell'Assunta l' antico luogo di riunione dei battenti è la Cappella del 'Sangue sparso', ma il loro numero sempre crescente, ha fatto si che l'intero Santuario sia occupato dai battenti, che, al grido di . 'Fratelli, in nome di Maria, con forza e coraggio, battetevi !' . in ginocchio, camminando a ritroso e con lo sguardo verso la Statua dell'Assunta escono dal Santuario per sistemarsi, incolonnandosi, dietro il mistero di San Girolamo penitente. Disposti in una lunga fila a due, reggendo nella mano sinistra un crocifisso, e molti anche una immaginetta dell'Assunta, incappucciati e vestiti con un lungo saio bianco, modificato ed aperto sul davanti, si battono il petto con la ' spugna', un pezzo di sughero circolare, nel quale sono stati opportunamente sistemati degli spilli le cui punte fuoriescono dal sughero per circa due millimetri, e sono ulteriormente distanziati alla base del sughero con uno strato di cera. Il battente, percuotendosi incessantemente e ritmicamente, provoca il sanguinamento del petto. Per detergere, disinfettare e mantenere aperta la ferita, alcuni assistenti, dispensano del vino bianco sulla spugna. Il gruppo dei battenti seguono la processione generale fino all'incontro con la Statua dell'Assunta, in prossimità di Piazza Castello e della Basilica di San Sebastiano; poi, cominciano ad allontanarsi singolarmente o a gruppi per poi ritornare, vestiti con abiti ordinari, a seguire l'ultima parte della processione generale e a prendere in spalla la Statua dell'Assunta. E' un loro antico diritto accompagnarla al Santuario nell'ultimo tratto del percorso processionale.

(19) Nel suo Santuario, dopo la processione generale, la Statua rimane esposta dai sette ai quindici giorni ed in tutto questo periodo i fedeli si avvicendano giorno e notte sia per pregarla che per custodirla 'a vista'. La domenica seguente a questo periodo, con una piccola, intensa e particolarissima processione che si svolge sul piazzale del Santuario si concludono 'ufficialmete' i Riti. Pochi conoscono questa 'appendice' processionale, infatti si può dire che la partecipazione, è ad esclusivo appannaggio della popolazione residente. La statua dell'Assunta viene 'trattenuta' dai fedeli davanti all'ingresso del santuario quasi a non volersene staccare... viene fatta sostare con lo sguardo rivolto verso la valle e le spalle al santuario poi lentamente a ritroso l'Assunta viene portata in Chiesa ... si chiude la 'lastra' della nicchia con lo stesso cerimoniale eseguito per l'apertura.

(20) ...'
E, in vero, un fremito corre per le vene al suono di quei campanelli; i corpi si curvano come sotto l'impulso d'una forza misteriosa; una compunzione sincera, una profonda emozione si impossessa del cuore umano... Coi rintocchi or celeri or lenti, fanno provare all'uomo ogni più svariato affetto: fanno vedere l'abisso della nullità umana, fanno sentire il fascino delle celesti cose...' Così, poeticamente, Padre Adolfo Di Blasio descrive la loro uscita e la loro sonorità molto particolare. La religiosità popolare attribuisce ai campanelli il compito di convocare la comunità per una pubblica preghiera. Il primo importante simbolo dei Riti è quindi, di tipo sonoro, il tipico suono ritmato dei campanelli che accompagnerà gran parte della manifestazione. Essi fanno la loro prima comparsa in occasione delle questue. Queste sono effettuate, in momenti diversi, dai quattro rioni attraverso le strade del paese, ed è quasi un annuncio alla comunità dell'inizio della fase preparatoria dei Riti stessi. I campanelli, inoltre, precedono le processioni penitenziali infrasettimanali e la lunghissima processione generale della Domenica.
In sostanza si tratta di sue campane, una più piccola dell'altra agganciate a un robusto sostegno di legno con due impugnature laterali che ne consentono una facile presa e trasportabilità.
La tradizione vuole che siano stati rinvenuti con la statua, il manufatto più grande reca la scritta 'Jesus Maria 1048' questo è almeno scuramente l'anno della fusione, mentre su entrambe le campane sono incise i nomi di 'Assunta e Pietro Pascale' con molta probabilità, sono i nomi dei possibili offerenti dei campanelli all'Assunta. Entrambe le campane sono decorate con motivi circolari a rilievo e l'immagine della Madonna sul lato destro. Questi elementi, ma soprattutto la data, fanno appunto pensare ad un loro presunto ritrovamento insieme alla statua.
Sono conservati sotto la nicchia dell'Assunta nel santuario e sono utilizzate solo in tre precise occasioni: per intercedere l'Assunta in caso di calamità, in occasione delle processioni penitenziali, e per effettuare le questue rionali.


(21)
In origine uno solo era il canto, la famosa e popolare S'è sposta Maria che insieme alle litanie lauretane e al suono dei campanelli costituiva l'unica 'colonna sonora' della manifestazione. Nel tempo fu introdotto il coro rionale la cui partecipazione era inizialmente prerogativa esclusiva delle sole donne nubili. Oggi, invece, ogni Rione ha un suo coro che appronta, organizza e propone tre composizioni corali assolutamente originali e inedite, utilizzate solo per il periodo della manifestazione dei Riti. Dal 1996 i cori rionali furono aperti anche alla partecipazione di uomini e donne, nubili, celibi e coniugati. Ogni coro prepara tre canti: uno per la processione di penitenza, uno per la processione di comunione e uno per l'apertura della lastra.

(22) Nelle processioni di penitenza, comunione e in quella generale, i rioni si fanno precedere dal proprio stendardo o gonfalone. Erano le antiche 'bandiere' dei Comuni divennero poi il tipico vessillo ecclesiale delle confraternite. I quattro Rioni presentano gonfaloni simili nella forma, ma con semplici differenti decori su raso in seta mutuando temi e simboli sempre in linea con la Festa dell'Assunta. Lo stendardo è sostenuto da un angelo circondato da bambini, simboli d'innocenza, di gioia e di semplicità che portano in mano i fiocchi della bandiera collegati da un nastro alle braccia del gonfalone.

(23)
I disciplinanti sono così chiamati, perché fanno uso di un antico strumento di tortura la 'la disciplina' che consiste in un gruppo di strisce metalliche, unite da una catenella con la quale si percuotono le spalle. Tale pratica era usata dal primo movimento delle confraternite come lo conosciamo oggi. Iniziò nel XI secolo quindi dopo l'anno 1000 come fratelli battenti, mentre i 'disciplinanti' nacquero a Perugia nel 1260; il movimento fu di preminente carattere spirituale e penitenziale. I confratelli si flagellavano durante le cerimonie pubbliche e le processioni; il sangue sparso era il segno della loro penitenza, e il coinvolgimento spirituale dei fedeli era molto forte. Furono i frati Cappuccini, e in secondo piano i Gesuiti a far nascere e sviluppare questa corrente.
Nei riti settennali i disciplinanti hanno anche il compito secondario e occasionale di un vero e proprio 'servizio d'ordine', facendosi largo tra gli spettatori, che nelle stradine anguste del centro storico possono eventualmente ostruire il passaggio del corteo rionale. Presumibilmente molti disciplinanti che sfilano durante le processioni infrasettimanali dei rioni sfileranno, poi, come battenti nella domenica successiva, giorno della processione generale.

(24) La 'spugna' è un pezzo di sughero circolare, realizzata e costruita da artigiani locali appartenenti ai rioni, nel quale sono opportunamente conficcati degli spilli, che la tradizione indica in trentatré, gli anni di Cristo. Queste punte fuoriescono dal sughero per circa due millimetri, e sono ulteriormente distanziati alla base del sughero con uno strato di cera che ha il compito di preservare la ferita dal contatto del sughero e a livellare la sua superficie circolare. Il battente, percuotendosi incessantemente provoca il sanguinamento del petto. Per detergere, disinfettare e mantenere aperta la ferita, alcuni assistenti, tra le fila dei battenti, dispensano del vino bianco sulla spugna. Il luogo di riunione dei battenti è la Cappella del Crocifisso detta anche del 'Sangue sparso' nel Santuario, dove iniziano la loro penitenza al grido di 'Fratelli, in nome di Maria, battetevi !' in ginocchio, camminando a ritroso guardando la statua, escono dal Santuario e si dispongono ordinatamente dietro il mistero di 'San Girolamo penitente'.

(25) Oggi, la statua della Madonna dell'Assunta si presenta eretta, sorregge sul lato sinistro il bambino ed è ricoperta da una lunga veste e da mantello trapuntato. Ma tolta la seicentesca veste in seta trapuntata in oro la statua si presenta seduta su un trono con il bambino in piedi sulle ginocchia.

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RITISETTENNALI
Guardia Sanframondi il racconto e le immagini di una delle manifestazioni religiose più particolari, originali e discusse al mondo


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